Terre di Alvi, il mistero delle sette sorelle: ‎delle sette chiese

20.04.2026
di Pietro de Laurentiis

Sessanta anni fa, Stalì, seduto a cavalcioni sulla sua proverbiale sedia, disse:" Se vu rcapà la matasse, ti da'rtruvà lu cape" – se vuoi sbrogliare una matassa, devi trovare l'inizio del filo.
‎Per sbrogliare il mistero celato dalle Sette Chiese, le sette Sorelle dei Monti della Laga, bisogna partire da lontano: "Da dove inizia il filo".
‎Ora… Il Golgota raccoglie le croci,
‎che proiettano un'ombra lontana,
‎sulla piana, dove urlano le voci
‎d'una folla, curiosa e nostrana.
‎Il monte, di luce, inondato,
‎col sangue, di rosso macchiato,
‎il Nazareno ha flagellato,
‎morto, per il nostro peccato.
‎Nino D'Andrea, a mio avviso l'ultimo templare di Alvi, durante una delle nostre passeggiate mi indicò la posizione delle Sette Sorelle:" Sette chiese posizionate su sette costoni rocciosi, dei Monti della Laga: tutte alla stessa quota e visibili tra loro". Chiesi a Nino, ma come hanno fatto a posizionare queste chiese alla stessa quota, senza avere strumenti moderni di misura. Nino rispose:" Sono stati i monaci templari di Lanciano, hanno fissato la quota basandosi sulla linea della neve e sul fumo". Capii al volo, Nino continuò i suoi racconti e mi parlò anche dei templari di Alvi chiamati a custodire la Croce. La Famosa croce aperta, che ho avuto l'onore di ricostruire e riposizionare all'interno della Madonnella, dopo che il tempo e l'umidità aveva distrutto completamente la vecchia croce.
‎Con il vostro permesso, prima di continuare a narrare la storia vorrei raccontarvi il significato di questa croce, che muove il simbolismo nel rapporto tra ragione e fede. In vita la ragione è sempre preminente, mentre la fede viaggia dietro. Poi si arriva al punto in cui la ragione si ferma e al di là della croce, tra le braccia del Cristo raffigurato, passa solo la Fede.
‎Ma non voglio tediarvi e torno subito al bandolo della matassa:" a quel Bandolo che mi permette di togliere veli alla nostra stessa storia".
‎Il Bandolo parte da Lanciano, in provincia di Chieti, da quel paese che diede i natali al soldato romano Cassio Longino.
‎Cassio Longino si trovava sul Golgota e assistette all'agonia di Gesù Cristo. Questo soldato, mosso da umana compassione, per porre fine all'agonia, conficco nel costato di Cristo la sua lancia.
‎Il colpo non fu fatale- anzi secondo alcuni medici liberò i polmoni di Cristo dei liquami accumulati durante la crocifissione, per la posizione innaturale delle braccia.
‎Si narra che Longino, colpito dai liquami del Nazareno, riacquistò miracolosamente la vista. …Traslato per i non credenti, Longino riacquistò il lume della ragione e si convertì al cristianesimo.
‎Anche qui, non voglio all'allargare il discorso e perdere il filo, illustrando la rimozione del Nazareno dalla croce, del presidio militare che Longino fece sulla tomba di Cristo e della sua resurrezione:" Questa è storia ben nota, voglio raccontare altro: Voglio tornare ai misteri delle Sette Sorelle".
‎Longino, convertitosi al cristianesimo, rappresentò il primo proto-templare della storia medievale:" I Templari, erano monaci-soldati, che si erano convertiti al Cristianesimo. Anche se i Templari sono nati, ufficialmente, all'alba del XII secolo e sono stati consacrati nel 1129 al Concilio di Troyes.
‎Avevano un compito preciso: proteggere i pellegrini e sorvegliare le arterie pulsanti della fede. Ma nel tempo divennero molto di più. Gestivano feudi, commerci, finanze e diplomazia. Una rete invisibile e potente che attraversava l'Europa intera. Dentro quella rete, c'era anche l'Abruzzo e non poteva non esserci Lanciano, che aveva dato i Natali al primo proto-templare della nostra storia
‎Non è solo suggestione, ma andiamo per gradi..
‎Tutta questa storia è suffragata da uno studio condotto da Anne Gilmour-Brysonsui sui processi dell'epoca, in particolar modo negli atti del 1310, dove emergono uomini legati indissolubilmente alla nostra terra.
‎Comunque, a quel tempo, non è che i pellegrini potevano viaggiare con Bisacce colme d'oro, necessario per pagare il sostentamento, Si ricorreva ad una serie di lettere di credito rilasciate dai templari che assicuravano valore monetario da spendere in sito.
‎I Templari erano, diciamo, delle moderne banche che battevano moneta.
‎Sicché, avevano accumulato ricchezze enormi… che iniziavano a far gola sia al papato che all'ordine temporale dei Re cristiani.
‎Il papato pur di accaparrarsi il tesoro dei Templari, arrivò a nominare papa Pietro del Morrone, un Templare, eremita presso una gola della Maiella, tra Chieti e Sulmona.
‎Pietro del Morrone prese il nome di Celestino V, ma non tradì mai l'ordine dei templari. Anzi per rispondere all'avidità romana enunciò il suo famoso editto:" Due dignitate distinctae, una pro eterna vita, l'altra pro temporalium cursus rerum"- due dignità distinte, una per la vita eterna (il Papato); L'altra per la vita terrena (il Regno). Facendo capire alla curia romana che la loro avidità non si confaceva alla religione; il tesoro templare non era per la curia romana.
‎Celestino V fu costretto alle dimissioni, non prima di aver concesso la Perdonanza Celestiniana, che ogni anno si rinnova al L'Aquila : "Ricordo a tutti, che L'Aquila è una città costruita dai Templari, con la stessa pianta organica di Gerusalemme, rovesciata, per simboleggiare lo specchio dell'anima romana verso la fede di Cristo".
‎Comunque, la Chiesa di quel tempo era dilaniata da una avidità mercantizia che non si confaceva più agli insegnamenti cristiani.
‎Come anticipato, anche l'ordine temporale dei Re cristiani ambivano alle ricchezze dei templari. Così, tra il 1307 e il 1312, Filippo IV detto il Bello, sciolse l'ordine dei Templari accusandoli di eresia, sodomia e idolatria. Così i monaci Templari non potevano più stare all'interno dei monasteri con i loro tesori che rischiavano la confisca.
‎I Tesori dovevano essere nascosti, se volevano conservarli.
‎Da Lanciano, paese che prese il nome da Longino -il primo proto-templare della storia-, dove si stima che v'era il più grande tesoro dei templari, partirono vari monaci, con l'ordine di nascondere il tesoro.
‎Il mistero vuole che questo tesoro fosse stato nascosto in queste sette chiese Chiamate Sette Sorelle.
‎All'interno della Madonnella di Alvi e sull'architrave del portale della chiesa si trova il simbolismo templare che indica Cristo è qui. Come a dire il tesoro è qui; e si trova anche una data, 1316, che il tempo ha progressivamente sgretolato
‎Il buon Nino d'Andrea, geologo, mi faceva notare che sotto la chiesa di Alvi vi è un ingrottato morfologico, dovuto alla compressione delle rocce. Secondo lui il tesoro potrebbe trovarsi in questa grotta, il cui accesso è stato chiuso dalla chiesa stessa.
‎La chiesa di Alvi, la Madonnella, viene venerata come chiesa miracolosa: "Posto dove avvengono miracoli che la medicina non riesce a giustificare.
‎Non so se questo risponde al vero oppure sia una storia costruita per dare sacralità al posto, affinché non sia profanato il tesoro. Anche se, dai racconti di paese che si sono persi nella storia, si narra che molti miracoli sono stati fatti dalla Madonna custodita in questa chiesa.
‎Comunque, rimanendo nell'ambito della narrazione storica, un miracolo questa chiesa l'ha fatto: " a DISTANZA DI NOVE SECOLI, ANCORA CUSTODISCE IL TESORO DEI TEMPLARI.
‎P.S. Ad Alvi c'era un ordine Templare, definito minore, che aveva il compito di custodire la chiesa. L'ultimo templare che ho conosciuto è stato Nino D'Andrea… e non so se chi scrive ne abbia ereditato la sorte. Ma una cosa è certa: "Bisogna rendere di pubblico dominio questa storia, affinché quel tesoro non vada mai a finire in mano privata.
‎Pietro DE LAURENTIIS … da Alvi.