ROCCAPASSA DI AMATRICE, UNA STORIA ALLA VOLTA...

31.01.2026

di Roberto Gualandri: "Dopo una via tortuosa si apre sulle scarse case di Roccapassa in primo piano e i Sibillini che si alzano dietro contrafforti trasversali". Così si esprimeva il noto geografo-speleologo Luigi Vittorio Bertelli, nel suo libro "Italia Meridionale. Primo Volume. Abruzzo, Molise e Puglia" datato 1926, per conto del Touring Club Italiano. Sembra ancora tutto come allora a ROCCAPASSA, silenziosa e appartata "Villa" di Amatrice posta a 983 metri di altitudine, in prossimità del confine amministrativo regionale tra il Lazio e l'Abruzzo, frontiera assai nota agli appassionati di storia poiché per secoli ha diviso regni diversi e contrapposti. Questi dolci crinali dai nomi curiosi (Colle Paro, Colle Inversi, Colle Muro) spalancano ogni tanto lo sguardo verso la Laga e il Sibillini, tra ondulazioni che alternano aree boschive ed ampie radure, le quali senza soluzione di continuità formano una cerniera naturale di collegamento tra la conca dell'Alto Aterno di Montereale e Capitignano, quella di Amatrice e la non lontana Valle Falacrina di Cittareale. È qui che prende forma con dei rami secondari il Rio Scandarello, affluente di sinistra del Fiume Tronto, che da origine all'omonimo Lago artificiale visibile in prossimità dello svincolo di Amatrice della Via Salaria. Come tutti i luoghi di confine restano scolpite nel tempo alcune vicende storiche, verso le quali le popolazioni locali aggiungono sempre con fierezza ulteriori dettagli mai conosciuti in precedenza. La prima è legata al presunto passaggio di Giuseppe Garibaldi, dato per certo dai residenti anche se non confermato dagli storici. Si narra che i garibaldini avessero costruito un punto di osservazione su un'altura strategica della Macchia S. Paolo, sita in prossimità del paese. Tutto il resto non può che rimanere avvolto nel mistero, anche se è bello continuare a pensare la presenza dell'eroe dei due mondi a Roccapassa. C'è anche un curioso episodio risalente al 1.300, che rimanda alla presenza di appartenenti alla nota famiglia genovese dei Giustiniani, nata dall'unione di dodici famiglie incaricate della gestione amministrativa dell'isola greca di Chios nel Mare Egeo, per conto della Repubblica di Genova. Fatto davvero sorprendente frutto di intrecci politici dell'epoca intercorsi tra Francia, Spagna e Stato Pontificio, ma che comunque ha sancito questo inconsueto legame a distanza che unisce la città marinara alla piccola frazione amatriciana. Arriviamo infine ad un'altro ancor più incredibile episodio di cronaca recente, datato 18 aprile 1988, quando la salma del Santo Celestino V fu trafugata dalla Basilica di Collemaggio a L'Aquila per essere poi ritrovata due giorni dopo, in circostanze misteriose, in un loculo del cimitero di Roccapassa.Strane congiunture ed evoluzioni incerte. A volte la storia sembra come chiusa in un armadio, altre volte invece appare intrecciata nei più incredibili misteri: tutto però sembra configurarsi come un esplicito invito alle nuove generazioni....di cercare di riprenderla per mano...

31 gennaio 2026, da Roccapassa di Amatrice (RI)

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