DA UN RACCONTO ALL'ALTRO, QUANDO PIOVE E FA FRIDDO!

12.04.2026

di Pietro de Laurentiis 

Cari Cum-pae-sani, comprendere qual è la vita di paese è difficile; per illustrarla bisogna farla capire senza dire mai cos'è. Le case, in paese, non sono semplici muri, sono pietre condivise:" Perché hanno occhi che vegliano sempre sulla vita degli altri compaesani". Nei paesi, nulla accade in silenzio, perché ogni cosa — gioia o pena — scivola veloce tra le vie del paese e si posa, come polvere sottile, nei cuori di tutti i paesani, che riescono a sentire.( "Ho rispolverato un po' di quella polvere dal mio cuore e l'ho trascritta in questo racconto")."In ricordo di Ala e Giuseppe D'Orazio (detto " O RE").

AL MOMENTO...

"Com'è stonata, oggi, la voce del vento, quando segue il suo tormento, scompiglia la mente, trapassa pensieri, porta ricordi e parole di ieri. Confuso, incessante, continua ad urlare; e nulla in cuor suo, si può più fermare. Prende possesso di ogni dolore, e mischia emozioni,...di nefasto umore. La testa ovattata, sul grande fragore non ode, non vede, ma porta dolore; perché le voci, dal vento evocate, sono ferite, mai risanate. Lo spirito afflitto, rimpianti riesuma, sul tempo impietoso, gli istanti consuma. Incerto è il domani, che dall'oggi fugge, quel sibilo acuto, che l'anima strugge. 

"-Successe lì ad Alvi, dove il vento non è soltanto un soffio d'aria: "è un essere vivo, un messo antico che trasporta misteri; poiché conosce i nomi d'ognuno, i sogni, le voci portate e i dolori ascoltati. -Tra i tetti di Alvi, tra i vicoli vuoti, il vento ha suonato, un sibilo atroce: "Ala avvertiva quel suono lontano, impaurita dal vento, e dal rumore sì strano"."Com'è stonata, quest'oggi, la voce del vento…" -mormorò!-Guardando quel cielo, sì tanto lontano, dove il vento accartocciava, nuvole in una mano".

Portava un presagio d'oscuro pensiero; non l'odore dei boschi, ma grida losche, ruvide, confuse, atroci, che le montagne ascondono, sotto il segno di Croce. Scese per strada, avvolta al suo scialle.

I sassi brillavano, di pioggia bagnati, passi attutiti, dal vento ascoltati. Il vento inseguiva: "Di fronte alla chiesa, Ala, supplicava". Dischiuse gli occhi, guardando quel cielo; respirò morte, al solo pensiero. Guardò il suo velo intriso di storia e rivide nomi, sepolti in sua gloria. I ricordi del tempo presto riaffiorano; e risate, promesse, che il tempo consuma, tutto torna, alla luce di luna.

E sotto quel cielo, che i fiori seccava, il buio scendeva e tutto ritornava. Il dolore serrò, un groppo nella sua gola; e le voci, dal vento evocate, riaccese ferite, dal tempo sopite:" Rivide suo padre, piegato al lavoro; rivide sua madre, in finestra affacciata; e da loro invocò : "Clemenza Ascoltata". Le luci tremavano, tra i rami degli alberi, come lucciole, accese, candele in chiese. Là dove il vento, dopo tanto dolore, diventa un sussurro di mite rumore: "E sull'anima, senza respiro" , "Lacrime, giù, lasciò fuggire".

Sotto quel ruscello, impetuoso e ansante, anche l'attimo, sembrava incessante. E quando la notte cadde su Alvi, al vento guarnirono, persone al suo pianto. Un silenzio impetuoso, correva la in via; e io che era stato, interrompeva la scia.

Ma il vento placato, al respiro del giorno, ascese quel suono, al lume di Dio:" Portando a dire: "là, ho pianto anch'io"".

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