I contributi del Professor Elso Simone Serpentini

11.06.2026

La grande evasione e la cattura di "Caldarale"

Nel decimo libro della mia collana sui briganti, centrale è il ruolo della Taverna di Ginepri, ritrovo dei briganti soprattutto dopo la grande evasione del febbraio 1863. Questo il testo di un canto inedito musicato da Roppoppò, che sarà eseguito il 26 giugno alla presentazuone del libro. Nella seconda foto, mentre spiego da tour operator la taverna di di Ginepri, davanti alla taverna stessa.

La Taverna di Ginepri (Elso Simone Serpentini-Franco Palumbo)

Sta nel mezzo del quadrivio
una casa tutta in pietra,
del brigante è il solo bivio
che la sorte non arretra.
Sale piano dalla valle,
a levante Torricella,
col fucile sulle spalle
chi ci arriva senza sella.
È il ristoro dei viandanti,
tra il ginepro e il canneto,
è il ritrovo dei briganti
il rifugio non segreto.
Guarda a Nord verso la Rocca
e la Valle Castellana,
la paura lì trabocca
per chi assalta quella tana.
Qui i soldati, i viandanti,
e le guardie nazionali,
trincano con i briganti
nello scontro dei boccali.
Da Abetemozzo e Faieto
i capi salgono alla cena,
tra un sospetto ed un divieto
nella notte mai serena.
Due le stanze per dormire
con la canna del fucile,
pronti sempre a morire
sotto il vento dell'aprile.
Chi deserta o chi scompare
sporco ancora di letame,
qui si viene a rifugiare
nella morsa della fame.
La taverna è la bandiera
d'un Regno che non torna,
di una sconfitta schiera,
e la Laga non più adorna.